Gilberto Barburini

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Gilberto Barburini
Gilberto Barburini
Utenti
Visitatori on-line
Data di realizzazione
2025
Tema
Selezione opere di Gilberto Barburini
Alternativa fisica
Presso la Libreria Tarantola - via Vittorio Veneto, 20 - UDINE - dal 21 marzo al 21 aprile 2025

Breve descrizione

GILBERTO BARBURINI

Graphic Design, Scenografo, Art Director e Pittore 1927 - 2016

È la prima mostra dedicata a Gilberto Barburini Grafico e Designer, più noto come pittore grazie alle esposizioni allestite in vita e promosse, dopo la sua scomparsa nel 2016, dalla moglie Carla Papucci Barburini, che ha generosamente donato alla Università di Udine la collezione di grafiche, ora esposta a Palazzo Caiselli. Una tesi di laurea di Sara Adorinni, discussa all’Università di Udine nell’a.a. 2017/2018, e la monografia di Mirella Branca dal titolo Gilberto Barburini Grafica pubblicitaria e pittura, pubblicata da Forum nel 2023 completano la conoscenza dell’artista. Tutti noi comunque siamo venuti in contatto nei supermercati con l’artista, che è l’ideatore del marchio per i prodotti Torvis, acquisiti dai primi anni 2000 dal gruppo Parmalat, più volte sottoposto a restyling, ma tuttora riconoscibilissimo.

Nato nel 1927 a Sedegliano, Barburini si era diplomato al Liceo artistico di Venezia da privatista sotto la guida di Giovanni Pellis, come tanti altri artisti friulani. Dopo lo studio di Emilio Vedova, a Roma aveva conosciuto lo scultore Nino Franchina ed era entrato in contatto con il Gruppo Forma 1 attivo nella ricerca astratta, basata su forme pure evidenziate dai colori vivaci a campiture piatte. Si iscrisse ai corsi innovativi di Scenografia tenuti all’Accademia di Brera di Milano dove si diplomò nel 1953 e decise di fermarsi, anche grazie ai riconoscimenti ottenuti con il premio San Fedele, istituito dalla omonima fondazione dei Gesuiti per favorire il dialogo tra arte contemporanea e fede nelle arti figurative, musicali e cinematografiche. Milano era del resto negli anni ’50 e ’60 la capitale economica ed artistica del paese, sede di importanti studi di grafica e industrial design e dove fu istituito nel 1954 il premio Compasso d’oro. Barburini si inserisce in questo contesto operando per Unilever, Lintas, agenzia Radar, dal 1960 al 1964 opera come Art Director presso lo studio Damioli per poi passare dal 1972 al 1992 allo studio Mario Belli di cui diventa socio.

Le sue prime campagne pubblicitarie sono nel settore abbigliamento per calzature, camice e costumi da bagno come quelli esposti della Mitex, in cui un ruolo importante è svolto dalla fotografia con talora un pizzico di surrealismo ispirato ai suoi artisti preferiti. Le donne sono infatti senza testa, i volti nascosti da cappelli colorati, che talora compaiono anche nei suoi quadri. Pubblicizza in un manifesto Italia 61 una serie di eventi per il centenario dell’unità d’Italia, numerose sono le pagine pubblicitarie all’interno delle maggiori riviste del tempo, come Epoca e Rakam. Nelle campagne pubblicitarie per le camicie Gorena, prodotte dal cotonificio veneto Cantoni, le foto sono ambientate nella Venezia amata dai turisti, mentre per il calzaturificio di Varese predomina il richiamo alla tradizione artigianale del made in Italy “Il segno della classe”!

In mostra ci sono quattro locandine per la TWA (ca.1964) originali nella sottile vena surreale e ironica sottesa alle banconote che compongono aerei di carta o suole di scarpa e merita ricordare che lavorò per la TWA anche un altro grande friulano Mario Micossi, pittore e grafico proprio come Barburini.  Fotografie dettagliate sono anche protagoniste delle pagine per gli utensili industriali USAG e per il Fernet Branca, qui la bottiglia è accostata a piatti e bicchieri messi in verticale, invece che in orizzontale come siamo abituati a vederli. Tra il 1968 e il 1969, proprio negli anni dello sbarco statunitense sulla luna, Barburini si impegna nella campagna per la General Electric, che aveva assorbito il laboratorio milanese della Olivetti. Elaboratori, i primi ingombranti computer, che avrebbero sostituito presto le macchine da scrivere elettriche, sono accostati alle figure iconiche della civiltà classica. Le molte facce di Apollo, il capitello corinzio, il piede di Achille accostato alla tartaruga per simboleggiare la velocità della trasmissione dati sono tutti in un rigoroso bianco e nero con attenzione alla composizione geometrica della pagina. La campagna chiamata Apollo come i vettori spaziali si lega nei manifesti alla scoperta della luna al centro anche della sperimentazione contemporanea di Getulio Alviani, per esempio gli abiti di Germana Marucelli o l’orecchino a disco lunare (1967), e di altri designer italiani, come i Castiglioni con il sedile Allunaggio.

Negli anni ’70 e ’80 nel pieno dell’affermarsi dell’ Optical Art in Italia, Barburini sembra riprendere la giovanile passione per le forme geometriche e i colori in una serie di marchi per la Tensoteci che fabbricava strutture in cavi d’acciaio, per Solaris, General Sales, società per l’edilizia industriale, cui si affiancano Crediop, Montedison, i farmaceutici Carlo Erba, Mira Lanza e la Torvis. È forse questo il periodo migliore del grafico e del designer, che si cimenta nella creazione dell’immagine coordinata dell’azienda, come si può notare nei pannelli esposti. In questo periodo si colloca il geometrico marchio della Torvis, curato dalla Mario Belli associati. Si parte da un marchio dalle forme geometriche, esaltate dal colore a campitura piatta, e traslate in sequenze ritmiche da cui derivano carta da lettera, buste, materiale cartaceo da ufficio. Ancora una volta Barburini si mette in linea con i tempi accostandosi alla geometria dell’Op Art e alle sculture contemporanee di Nane Zavagno. Questa sua grafica innovatrice si trasferisce anche nel packaging come negli espositori per la Saiwa esposti e in cui il nome YeYe rimanda alla musica del tempo mantenendo la grafica fatta di forme geometriche colorate.

Una pubblicità attualissima come forme e richiamo per il pubblico, che era però costruita ancora con metodi tradizionali, realizzati artigianalmente a mano in renderings soppiantati attualmente dal computer, che permette di risparmiare tempo, denaro e fatica. I marchi erano ancora stampati su carta in bianco e nero per ottenere l’approvazione del committente risparmiando sugli inchiostri colorati. La confezione per le pastiglie Golaval della Carlo Erba presentava almeno tre varianti di colore per l’identico disegno, realizzati pittoricamente, il curvilineo sapone della Mira Lanza era sagomato illusionisticamente in legno dipinto con le stesse tonalità della scatola; numerose anche le varianti delle scatole dei dolciumi della Talmone ispirati ancora al mondo liberty e in cui il marchio floreale era stato disegnato direttamente su pellicola trasparente, le glassine dell’antica tradizione grafica. Nella tintura Superiride riproposta in abbinamento alle tute Fiorucci (anni 80), Barburini rivela la sua profonda cultura facendo un restyling del marchio originale presentato nel 1928 alla Fiera di Milano e dove la moderna “diavolessa” riprende l’identico gesto dell’originale.

Le pagine pubblicitarie dei detersivi Lip, il cui lettering resiste ancora, erano pubblicate sui giornali femminili coordinando i flaconi alle scatole usando, ancora le fotografie giocate su scala diversa.

Tra le molteplicità attività di grafica e design, Barburini si impegna spesso nella impaginazione di cartelle pubblicitarie i cui menabò sono esposti in mostra. Accanto ai disegni dalle forme semplici e attraenti i colori diventano vere e proprie pennellate materiche eseguite a china e tempera, mentre grande attenzione è posta al lettering, straordinariamente simile a quello di Emilio Isgrò nel magico alfabeto arrotondato.

L’ultima cartella pubblicitaria esposta per la Montedison mostra un germoglio, simbolo della vita che rinasce, e che trasmigrerà di li a poco nella pittura come mostrano i quadri affiancati, a dimostrazione della capacità dell’artista di tenere legate le sue due anime.

Nel 1991 l’Agenzia Mario Belli è venduta, Gilberto Barburini tiene ancora corsi di formazione per Art Director per la Regione Lombardia, ma poi a metà anni ’90 si ritira in Friuli dove riprende a dipingere fino alla sua scomparsa nel 2016.

Gabriella Bucco

              

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Approfondimenti: MIrella Branca "Gilberto Barburini Grafica pubblicitaria e pittura" FORUM Editrice Universitaria Udinese 2023 - ISBN 978-88-3283-418-5

Enti promotori

Associazione "artésello"

Contatti

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